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I Monti Rwenzori a Cento anni dalla scalata storica del 1906

 

 

I Monti Rwenzori, per quanto poco conosciuti, sono la più grande catena montuosa in Africa, comprendente ben 6 monti con cime che superano i 4.500 metri di altezza: Stanley, Speke, Baker, Gessi, Emin Pasha, Luigi Di Savoia. Si estende per oltre 120 kilometri lungo il confine tra l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo e si divide tra il “Parco Nazionale dei Monti Rwenzori” in Uganda e il Parco Nazionale Virunga in Congo, ma in gran parte si trova in terra ugandese. Il monte più alto, Stanley, raggiunge un’altezza di 5.109 m. con la cima Margherita. Il nome Rwenzori nella lingua locale Bakonjo significa “montagna della pioggia”, un richiamo alla natura umida e piovosa della catena, famosa per i suoi ghiacciai ricoperti da neve, un fenomeno interessante se si pensa che proprio a Sud dei Rwenzori passa la linea dell’Equatore.

Nella storia questi monti sono sempre stati oggetto di mistero, legato alla mancanza di conoscenza da parte degli occidentali fino al secolo XIX. Il primo esploratore ad avere visto veramente i Monti da lontano sembra essere Sir. Henry Morton Stanley nel 1888. Fin dall’antichità il geografo alessandrino Claudio Tolomeo, nel 150 DC, raccogliendo i racconti provenienti dalla zona dell’Africa centrale, aveva per primo parlato delle “Montagne della Luna” o “Lunae Montes”, da cui si poteva pensare avesse origine il fiume Nilo. Tuttavia, dopo vari tentativi da parte di avventurieri britannici di salire le vette più alte dei monti, il primo a completarne l’ascesa fu un italiano, il Principe Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi. Il Duca guidò con successo una spedizione in Uganda che tra il giugno e luglio del 1906 colmava le lacune sulla conoscenza scientifica e topografica dei Rwenzori. Ciò ha segnato una tappa importante nella storia universale dell’alpinismo, oltre ad avere legato definitivamente l’Uganda all’Italia. Infatti molte delle cime principali dei monti portano tuttora i nomi che il Duca diede loro, per onorare l’allora Regno d’Italia e la Regina Margherita. Al seguito del Duca era anche il grande fotografo Vittorio Sella, che per primo immortalò i monti, dando un’immagine reale alle misteriose cime ricoperte di neve.
Nella ricorrenza del Centenario della scalata scientifica del Rwenzori, 1906-2006 la comunità italiana e quella Ugandese insieme organizzano una serie di eventi celebrativi, con lo scopo di fare conoscere finalmente al mondo questi monti, riconsegnandoli al piacere di tutti gli amanti della montagna, del trekking, della scalata. 


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